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Intervista a Thomas Hammarberg
Di Fabrizio (del 27/10/2007 @ 09:22:18, in Europa, visitato 2067 volte)

Da Roma_Daily_News

ATHENS, Oct 16 (IPS) - Thomas Hammarberg, venne eletto Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa nell'ottobre 2005. Gioca un ruolo cruciale nel promuovere l'implementazione delle raccomandazioni del sistema dei diritti umani del Consiglio

Il Consiglio d'Europa ha 47 stati membri nella regione europea, ed è la più antica organizzazione che si occupa dell'integrazione europea.  E' separato dall'Unione Europea (EU) e quindi dal Consiglio della EU.

Thomas Hammarberg è stato eletto dall'assemblea parlamentare del consiglio, che comprende i membri dei parlamenti nazionali. Apostolis Fotiadis di ISP ha discusso con lui sui problemi chiave dei Rom, uno dei gruppi che oggi sono più discriminati nella EU.

IPS: Come spiega il persistente sentimento anti-Rom che si estende attraverso l'Europa. Quali sono le fonti del problema e come si possono indirizzare?

TH: Penso sia difficile definire un'eredità razionale. Sono diventati il capro espiatorio dei problemi delle nostre società. A lungo la gente che potrebbe rialzarsi e difenderli hanno permesso un'atmosfera in cui i Rom sono designati come indesiderabili. E' una questione che riguarda anche una lunga storia. Durante il nazismo oltre mezzo milione furono sterminati, e mai hanno ricevuto delle scuse.

IPS: Ritiene che la condizione dei Rom in Europa stia peggiorando o migliorando?

TH: Sono preoccupato. Sembra esserci un cambio verso la polarizzazione. Alcuni gruppi adottano discorsi anti-Rom che i politici sembrano tollerare. E' uno sviluppo piuttosto sfortunato perché la disattenzione e l'indifferenza a volte possono legittimare ulteriore intolleranza. Dobbiamo nuovamente chiedere ai politici di essere attenti ed essere dalla parte dei Rom piuttosto che unirsi alle tendenze xenofobe.

IPS: Si può comparare il trattamento delle comunità Rom in paesi differenti della medesima regione, per esempio Grecia, Bulgaria e Romania?

TH: Evito deliberatamente la discussione su chi sia il migliore. Molti paesi della regione arrivano da profondi cambiamenti dovuti al passaggio dal periodo sovietico, quindi ci sono differenti punti di partenza. Il mio quadro è che i Rom sono discriminati in ogni paese. Questo riguardo l'occupazione, la sanità, le reali possibilità di partecipazione politica nelle elezioni o nelle strutture politiche, la situazione è problematica.

IPS: Come si può indirizzare il problema della loro partecipazione politica?

TH: Molta della responsabilità riguarda la mancanza o il negativo interesse dei partiti politici. I principali partiti devono aprirsi ai Rom; perché non lo sono. L'esempio sono le campagne politiche dove i candidati dei principali partiti fanno dichiarazioni xenofobe invece di andare nelle comunità Rom, ascoltare i loro bisogni e tentare di rappresentare il  loro punto di vista. Non solo, i Rom devono organizzarsi e cercare di essere meglio rappresentati.

IPS: Si dovrebbe enfatizzare il loro incorporamento nella vita politica a livello locale e nazionale?

TH: Sono entrambe importanti, ma per ora dobbiamo focalizzarci a livello locale. Molte delle decisioni importanti riguardanti i Rom sono prese a questo livello. In alcuni paesi nelle assemblee locali ci sono posti riservati ai Rom. In Slovenia hanno un seggio in ogni municipalità dove risiedono i Rom. In Romania hanno un posto in parlamento. Non è la migliore soluzione, ma qualcosa bisogna fare.

IPS: Ci sono storie di successo?

TH: Sì, ci sono dei posti nei paesi scandinavi dove il problema della casa è più o meno risolto. In alcune parte della Slovenia, le comunità sono ragionevolmente positive nel trattare con i Rom. L'esperienza insegna che quando le autorità e i politici fanno tentativi, anche se occorre del denaro, è possibile ottenere soluzioni.

IPS: Ci sono casi dove le pressioni del Consiglio d'Europa possono aumentare l'efficienza nella protezione delle comunità Rom?

TH: Pressioni politiche addizionali da parte dei membri permanenti del Consiglio d'Europeo possono avere effetti considerevoli. Deve comprendersi che la tematica Rom è una pagina nera d'Europa, assumersene la responsabilità e fare pressione sugli stati membri. E' inoltre necessario aumentare la pressione sulle autorità locali perché rivedano la loro politica quando si tratta di sgomberi. Talvolta gli sgomberi possono essere necessari, ma devono essere fatti nel modo giusto e fornendo soluzioni abitative alternative.

IPS: Cosa potrebbe migliorare nel vostro lavoro?

TH: La cosa importante per noi è sapere come proseguire. Molte volte non sappiamo, o l'informazione arriva in ritardo. Il centro per i diritti di Budapest ci aiuta parecchio, come pure diverse OnG. Il punto chiave rimane ancora che non riusciamo a persuadere le autorità locali ad occuparsi dei problemi di Rom.