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Francia
Di Fabrizio (del 16/08/2007 @ 08:55:09, in blog, visitato 1589 volte)

Da La Voix de Rroms

L'Italia e la Francia sull'elenco europeo dei paesi che discriminano | 14 agosto 2007

Un lancio dell'agenzia AFP ripreso dal giornale Le Monde informa che dopo la morte di quattro bambini rroms dopo un incendio, l'Italia è stata iscritta "fra i 14 paesi dell'Ue che mantengono discriminazioni verso i loro abitanti a causa della loro razza o della loro origine etnica". Questi 14 stati membri dell'Ue sono: la Spagna, la Svezia, la Repubblica Ceca, l'Estonia, la Francia, l'Irlanda, il Regno Unito, la Grecia, l'Italia, la Lettonia, la Polonia, il Portogallo, la Slovenia e la Slovacchia. Constatate dunque che anche la Francia vi appare, mentre la Romania, l'Ungheria, o anche la Bulgaria non vi sono. Ciò non vuole dire che non vi sia discriminazione, ovviamente, ma quello vuole dire anche che, fra i membri dell'Ue, i migliori allievi in materia d'uguaglianza non sono inevitabilmente ciò che si credono.

In Francia anche, ci sono state disgrazie come quella. Fortunatamente, non 4 morti di colpo, ma ne ce ne sono state, ad esempio a Lione, due piccole ragazze morte in un incendio, 2 anni fa. E di incendi senza vittime, ce ne sono regolarmente. L'ultimo è stato quello di Aubervilliers, ma si è inteso parlare nei mass media soltanto dell'interruzione del servizio del RER, e non dei caravan bruciati con tutto ciò che c'era dentro e della gente che si è trovata per strada. Era certamente maldestro per i voyageurs non potere rientrare da loro e di essere bloccato durante alcune ore alla Gare du Nord o sulle vie, la prova è che la Sncf le ha compensate, come occorreva. Quanto a quelli che si trovano senza nulla, fuori... NO COMMENT!

In Italia, i genitori delle vittime passeranno dinanzi al giudice per non assistenza a persona in pericolo... NO COMMENT!

Non pensiamo che sia a causa di quest'incendio che l'Italia sia stata messa sull'elenco dei paesi sospettati di discriminazione. In tutti i casi, sembra che questa tragedia semini il disordine. Destra contro sinistra, potere centrale contro enti territoriali, ciascuno respinge il difetto all'altro. Una tavola rotonda a livello nazionale viene chiesta per trovare una soluzione a questa situazione che l'Italia giudica nuova ed alla quale non sarebbe preparata. Un'argomentazione come un altra, che vale ciò che vale. Frattanto aspettando, l'Italia ed i 13 altri stati membri dell'UE che, secondo il parere dell'UE mantengono discriminazioni razziali, "sono sollecitati da Bruxelles a rispondere entro il 27 agosto, altrimenti saranno suscettibili di sanzioni finanziarie".

Le cifre dei Rroms dell'Europa centrale ed Orientale entrati in Italia recentemente sembrano gonfiate (il lancio parla di 60.000), ma non è questo l'essenziale. Questa cifra potrebbe comprendere anche i profughi politici (e ce n'è un certo numero, dall'ex Iugoslavia) e gli immigrati in situazione regolare aventi condizioni di vita normali. L'essenziale è certamente altrove: È - che sì o no la Romania fa parte dell'Ue? È - che sì o no i Rroms rumeni, come tutti gli altri cittadini rumeni possono essere considerati tale, in particolare con un diritto al lavoro che sia effettivo, anche se per un primo periodo transitorio è soltanto parziale (soltanto alcuni settori sono "aperti"), è - che sì o no i figli delle famiglie che migrano hanno il diritto di frequentare la scuola nel paese in cui i loro genitori desiderano installarsi o risiedere un certo tempo, come è riconosciuto dalla convenzione internazionale relativa ai diritti del bambino, è - che sì o no possono accedere a questi diritti, tutto sommato di base, per bidonvilles insalubri, di cui, anche se sopravvivono, non usciranno mai indenni, o in ogni caso, mai da cittadini europei?

Tale è la questione, e si pone nello stesso modo qui in Francia. Ad un momento dato occorrerà spiegarsi la realtà, prendere la questione e trattarla nell'insieme, anziché provare a fare il fai da te a destra ed a sinistra. Più che dell'immediato di alcune persone in questa o quella città di questo o quel paese, si tratta dell'Europa di domani! E quello, quello supera i politici del momento! I politici d'oggi, che siano in Italia, in Francia o altrove, domani non saranno più là. Alcuni prenderanno la loro pensione, di altri troveranno un'altra vocazione, altri ancora potranno essere condannati dalla giustizia per dio sa quale affare... ma noi, saremo là! Riflettiamo ed agiamo oggi, per continuare ad esistere ancora domani. Se non possiamo agire, almeno riflettiamo, e riflettiamo a mente fredda

Per leggere il lancio dell'AFP, PREMETE QUI