\\ Mahalla : Articolo : Stampa
Jan Kochanowski
Di Fabrizio (del 05/06/2007 @ 10:16:23, in Kumpanija, visitato 2250 volte)

Da British_Roma

The Times 1 June 2007

Jan Kochanowski
Un Rom sfuggito dalle strette maglie naziste e divenuto studioso emerito della cultura romani

Jan Kochanowski ha lasciato una solida eredità di libri in francese ed inglese, di studi zingari, di cui aveva una conoscenza diretta.

Non sembrava destinato alla vita di studioso. Nato in una tribù dei clan Gila, Stanga e Frundze, che vivevano in tende nelle foreste alla periferia di Cracovia, Polonia, nel 1920, vagabondando senza meta con la sua famiglia estesa attraverso gli stati sovietici del nord est Europa, e divenne esperto nelle tecniche zigane di sopravvivenza. Così a circa 20 anni si ritrovò in Lettonia nel mezzo dell'invasione tedesca, e parecchie volte riuscì ad evitare i campi di lavoro e di sterminio.

Molti della sua famiglia morirono gassati in un sinagoga dove erano ammassati, altri morirono quando i tedeschi diedero fuoco all'hangar dove avevano cercato rifugio. Quando altri Rom vennero schierati in un bosco per essere fucilati, il comandante tedesco prese Kochanowski da parte, dicendo: "Non il ragazzo."

I suoi fratelli e sorelle non furono tanto fortunati. Caddero vittime del genocidio che sopraffece tanto gli Zingari che gli Ebrei. Suo padre raggiunse le forze sovietiche e morì come comandante dell'Armata Rossa durante i combattimenti a Smolensk nel 1942.

Diversi anni prima, Kochanowski si era iscritto su un corso di studio a Riga. Un pomeriggio gli arrivò un messaggio da parte si sua madre di lasciare immediatamente la scuola perché i nazisti lo aspettavano per arrestarlo. Lei aveva trovato un posto per nascondersi, a lui sconosciuto, ma seppe che doveva lasciare la Lettonia.

Kochanowski andè in Francia dove, aveva imparato, l'autorità tedesca stava vacillando. A Parigi nel 1944, d'altra parte, fu preso dai tedeschi e messo con altri 100 lettoni nel campo periferico di Beauregard. Nuovamente, scappò e nel gennaio 1945 raggiunse le Forze Polacche sotto il comando britannico.

La sua familiarità col polacco, le lingue baltiche ed il russo lo portarono all'attenzione dell'intelligence britannico, ma declinò l'offerta di lavorare come spia nell'Europa del dopoguerra. Era comunque orgoglioso di aver ricevuto una medaglia per meriti di servizio e volle stabilirsi in Francia. Era un povero rifugiato senza alcuna prospettiva, quando si innamorò di Elisabeth Morel, figlia di un industriale. Dopo il loro matrimonio a Parigi nel 1950, si trasferirono in una grande casa, anche se il matrimonio di un'alta borghese con uno Zingaro era stato considerato uno scandalo.

Ci furono pressioni contro questo matrimonio. Kochanowski non era in grado di trovare un impiego regolare, passando invece molto del suo tempo studiando all'Università di Parigi. Un po' di denaro gli arrivava dal teatro. Già da bambino era un buon ballerino e cantante, così la Troupe Bohémien fu lieta di averlo assieme - ma non di pagarlo quanto era la sua popolarità presso il pubblico.

Sua moglie notava, anche, che lui si sentiva colpevole di essere uno dei due membri della sua famiglia scampati al terrore nazista. Nel 1960, erano nati nel frattempo due bambini e una bambina, lasciò la famiglia. Aveva un PhD in linguistica dalla Sorbona, e la determinazione a fare propaganda per i Rom e scrivere di loro.

Non fu facile. Altri studiosi contestavano le sue credenziali. Sua madre dovette arrivare a Parigi da Riga per conversare con lui, nel loro dialetto romani, sui loro costumi, in fronte ad una giuria accademica. Sperando di aver taciuto i rumori sulla sua persona, Kochanowski fondò la propria associazione, Romani Yekhipe (Romani Assieme).

Nonostante il budget risicato, divenne influente. In Francia giocò un ruolo fondamentale nell'abolire i documenti speciali richiesti ai Rom con i loro personali dettagli fisici.

Kochanowski partecipò regolarmente alle conferenze romani internazionali, dove promosse una controversa teoria linguistica sulla ragione della migrazione verso ovest del suo popolo dall'India del nord. Con il suo nome polacco, e talvolta sotto il patronimo romani di Gila, pubblicò parecchio sui Rom e i oro dialetti, incluso uno dei primi libri di istruzione, Parlons Romani. Il suo lavoro fu sempre stimato ma, con suo gran rammarico, non lo portò mai a posizioni accademiche.

Kochanowski vedeva l'assimilazione come la morte culturale dei Rom e richiedeva loro di essere orgogliosi della propria etnicità. Sempre diceva a Saster, il suo primogenito, di "amare la natura e rispettare ognuno, ballare, cantare... e fare l'amore con amore".

Per paradosso, i suoi figli finirono completamente assimilati nel mondo non-Rom. Parte di ciò avvenne perché durante la loro crescita non ebbero modo di imparare le loro tradizioni ancestrali e la madre lingua.

Sua figlia morì a 25 anni, dei figli sopravissuti uno diventò direttore del balletto nazionale del Gabon e l'altro generale dell'aviazione militare francese. Anche sua moglie gli è sopravissuta. Al suo funerale a Beauvais, la bara è stata avvolta nella bandiera rom.

Jan Kochanowski (Vania de Gila), studioso romani, nacque il 6 agosto 1920. Morì di cancro al pancreas il 18 maggio 2007, ad 86 anni.