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io.rom
Di Fabrizio (del 26/04/2007 @ 09:37:43, in scuola, visitato 2549 volte)
  • progetto di attività didattica e animativa rivolta ai bambini del campo rom di via Triboniano a Milano
  • intervento volto a contrastare la dispersione scolastica

Il campo di via Triboniano:

Si trova nella zona 8 di Milano. Dal 1999 sono iniziati degli insediamenti di Rom provenienti dalla Romania e a novembre del 2001 c'è stato il riconoscimento come campo comunale. Oltre ai Rom rumeni si sono aggiunti Rom provenienti dalla Bosnia Erzegovina.

I soggetti proponenti:

Associazione Oltre il campo, in collaborazione con l'associazione Aven Amentza - Unione Rom e Sinti

Motivazioni:

Tra i portatori di diverse culture, i meno integrati nella società italiana sono senza dubbio gli appartenenti al popolo Rom. Una delle cause che maggiormente contribuisce all'esclusione dei Rom dalla società maggioritaria è la scarsa scolarizzazione e l'alta percentuale di abbandono scolastico, tanto che essi spesso non possono ottenere permessi e licenze necessari all'avvio di attività commerciali a causa della mancanza dei titoli di studio obbligatori.

Se ciò è vero per i Rom italiani, la situazione si complica ulteriormente per i Rom provenienti da altri stati, perché alle difficoltà già riscontrate si aggiungono le barriere linguistiche.

La situazione di disagio ed emarginazione si riflette in primo luogo sui bambini, costantemente esclusi dal mondo col quale entrano in contatto, tramite la televisione e i racconti dei compagni a scuola, ma che nella realtà è loro negato, obbligandoli a restare ai margini..

Il disagio più grande cui i bambini sono sottoposti è legato all'istruzione. Ci siamo interrogati sul loro rapporto con la scuola, sull'attrazione che questa riesce ad esercitare, sulle prospettive che offre e sulle reali capacità che essa ha di accogliere.

Troppo spesso le strutture scolastiche sono inadeguate per comprendere i bisogni di bambini abituati a confrontarsi quotidianamente con l'emarginazione, la povertà, la violenza. A causa della mancanza di strumenti necessari per rapportarsi a bambini provenienti da culture diverse dalla nostra. Vorremmo quindi sopperire in parte a questa mancanza procurando noi per gli insegnanti bibliografie, dispense e libri scolastici usati in Romania e in Bosnia. Questo per sopperire in parte anche alla perdita della cultura d'origine dei bambini, che vivono la condizione dell'emigrante, nell'incertezza della loro permanenza in Italia.

Obiettivo generale:

Interazione con la cultura maggioritaria ed espressività.

Strategia di intervento:

Considerando la diversità come un arricchimento e questo progetto come una possibilità di scambio e di avvicinamento reciproco vogliamo coinvolgere altre persone integrando una diversità che la nostra società, così diversa dalla loro, fatica ad accettare e non vive come una ricchezza ma come una minaccia ai propri valori e stili di vita.

Doposcuola: risulta indispensabile intervenire sui bambini del campo di via Triboniano, tutti stranieri, che in massima parte frequentano le scuole pubbliche presenti sul territorio, fornendo un supporto didattico per l'apprendimento della lingua italiana, lo svolgimento dei compiti assegnati a scuola ed il ripasso degli argomenti che presentano maggiori difficoltà.

Per realizzare questo riteniamo utile strutturare un luogo di incontro e di attività che li stimoli ad esprimersi e a sfogare tutta la loro creatività, esternare i loro sogni, desideri, problemi, mettersi in gioco in prima persona attraverso laboratori ed attività espressive. Presupposto fondamentale è proprio quello di coinvolgere i bambini rendendoli protagonisti assoluti.

Queste idee sono finalizzate alla crescita della motivazione nello studio, al piacere di costruire qualcosa insieme agli altri, al sostegno delle proprie capacità relazionali, all'abbattimento delle inibizioni e all'abitudine progressiva allo studio impegnativo.

L'attività espressiva, nel momento stesso in cui riesce a "far star bene" l'individuo, è fonte di benessere, sia a livello individuale che collettivo. Risulta pertanto essere la migliore prevenzione del disagio.

Animazione: gioco come mezzo per imparare a rapportarsi, a creare qualcosa insieme, sottostando a regole uguali per tutti, deve per vincere è necessario lo sforzo e la collaborazione di ogni singolo individuo, dove ognuno abbia un proprio ruolo.

Le "regole del gioco" implicano consapevolezza non solo delle regole a cui sottostare ma anche dei diritti che ci competono.

Potenziare la dimensione del gruppo inteso come risorsa per la crescita personale, per il sostegno reciproco e per la valorizzazione delle capacità individuali, nella realizzazione di un risultato comune.

Conclusione:

Per far prendere coscienza anche ad altri di questi nostri scomodi "vicini di casa" verrà allestita una mostra fotografica sulle attività al campo, dove saranno esposti anche lavori dai bambini, notizie ed informazioni sulla cultura rom.

Inoltre si prevede la distribuzione di materiale informativo e l'organizzazione di incontri di conoscenza.

www.iorom.altervista.org

AAA Cercasi:

animatori, giocolieri, clown

e chiunque abbia voglia di aiutarci ad organizzare dei pomeriggi di gioco con i bambini del campo rom di via Triboniano a Milano

iorom@libero.it