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Colombia
Di Fabrizio (del 09/12/2006 @ 10:16:20, in Kumpanija, visitato 1544 volte)

Da Mundo_Gitano

Alcune note sulla storia del popolo Rom in Colombia, per PROCESO ORGANIZATIVO DEL PUEBLO ROM (GITANO) DE COLOMBIA, PRORROM

Il 5 agosto 1998, nella kumpania di Girón (Santander), nel quadro dello storico incontro chiamato "Passato, Presente e Futuro del Popolo Rom di Colombia" sorse il Proceso Organizativo del Pueblo Rom (Gitano) de Colombia (PRORROM). Attualmente i Rom stanno lavorando intensamente perché il Governo Nazionale, con la partecipazione dei Rom stessi, costruisca un quadro giuridico che regoli le relazioni tra loro e lo Stato, attraverso la promulgazione di uno "Statuto di Autonomia Culturale per il popolo Rom di Colombia".

La presenza Rom in Colombia è più antica di quanto si creda. I Rom si incontrano in Colombia dall'epoca della dominazione ispanica in America.

E' stato stabilito che nel 1498, col terzo viaggio di Cristoforo Colombo, arrivarono i primi quattro Rom, conosciuti come egiptianos o egiptanos. Erano Antón de Egipto, Catalina de Egipto, Macías de Egipto y María de Egipto, che avevano commutato la condanna per omicidio in lavori forzati nelle galee.

Fu così che durante i primi anni dell'invasione spagnola iniziarono ad essere tradotti in maniera legale dalle imbarcazioni della Corona, molti Rom, svuotando in questa maniera le carceri iberiche, mantenendo nel nuovo mondo le loro vite ed usanze, cosa che allora in Spagna era considerato un grave delitto. Più avanti nel tempo, la legislazione coloniale cambiò radicalmente, arrivando a considerare i Rom come un cattivo esempio per i popoli indigeni, proibendo il loro ingresso nelle Americhe e ordinando la deportazione di quanti vi si erano stabiliti.

Nonostante i persistenti intenti della Corona spagnola di controllare l'immigrazione illegale, o come erano chiamati allora "llovidos", durante il primo secolo gli arrivi furono considerevoli, inclusi quanti arrivarono con autorizzazioni o con tutte le carte legali. Gli stratagemmi utilizzati dai "llovidos" per burlarsi dei controlli coloniali furono diversi e di una creatività infinita: dal cambio di nome e cognome, passando per la compera di false autorizzazioni, sino al farsi passare per nobili e burocrati. Si suppone che con questi artifizi arrivarono in quella che oggi è la Colombia, non solo stranieri, mori ed ebrei, ma anche un gran numero di Rom.

Parte della legislazione coloniale dell'epoca era indirizzata verso i cosiddetti "vagabundos". In questo senso sono abbondanti i riferimenti ai problemi ed inconvenienti che causano questi "vagabundos" che in gruppi familiari andavano da un luogo all'altro, senza domicilio fisso né lavoro conosciuto. Le descrizioni sui "vagabundos" si avvicinano alla vita itinerante e nomade dei Rom e questo porta a supporre che i Rom dell'epoca fossero catalogati in quel modo. Inoltre si trovano riferimenti ai Rom nei numerosi giudizi emessi dal Tribunale del Santo Ufficio, meglio conosciuto come Inquisizione. Sotto l'Inquisizione furono torturati e bruciati non solo cristiani convertiti, mori ed ebre, ma anche molti Rom [...]

I alcune regioni di Nueva Granada ci fu un fenomeno che la storiografia ha studiato sotto il nome di "arrochelados". Gli "arrochelados" erano un gruppo di persone che vivevano al margine della legislazione coloniale e che erano riusciti a costruire, in un cero senso, società alternative al sistema della dominazione ispanica. Una delle strategie di sopravvivenza di questi gruppi fu l'invisibilità, proprio come fu adottata dai Rom. Recenti studi storici hanno presentato una nuova visione dell'epoca coloniale che abbandona gli stereotipi secondo cui si è trattato di un'epoca ordinata e tranquilla. [...] Diverse regioni furono attraversate costantemente da gruppi nomadi ed itineranti: commercianti, "vagabundos" ed altre persone che si dedicavano ad attività differenti dalla coltivazione della terra.

A cosa si deve il fatto che le testimonianze storiche sui Rom in Colombia siano poche e talvolta inesistenti? Questa situazione è dovuta a due ragioni: La prima è che, date le incessanti persecuzioni di cui erano vittima in Spagna e in tutta Europa, si fecero ingenti sforzi per sparire come etnonimo. Ci sono diverse testimonianze dalla Spagna, che evidenziano come la Corona, nel suo affanno integrazionista e assimilazionista, proibisse espressamente l'utilizzazione del nome Gitano. D'altra parte, era logico che se esistevano proibizioni tassative della Corona all'ingresso e alla permanenza dei Rom nelle colonie americane, non ci fosse altra alternativa che rifugiarsi nell'invisibilità.

I Rom attuali, nella quasi totalità di nazionalità colombiana, tramandano attraverso la tradizione orale che la nostra presenza in Colombia data dalla metà del XIX secolo, in ogni caso prima che il paese adottasse il nome attuale. Questa tradizione orale è corroborata da quella di viaggiatori stranieri dell'epoca che menzionano la presenza di carovane di Rom che, con una certa frequenza, percorrevano la rotta Caracas-Bogotá -Quito-Lima- Buenos Aires.

Bisogna inoltre menzionare che la situazione sociale e politica tra il 1821 e il 1851 vide in Colombia diverse leggi abolizioniste che favorirono l'arrivo di diversi gruppi Rom dall'Europa dell'Est, dove vivono sottomessi o in schiavitù. Queste leggi abolizioniste stabilivano che chiunque arrivasse nelle nuove terre fosse immediatamente riconosciuto come persona libera e ciò portò all'arrivo di molti Rom in fuga verso la libertà.

Gabriel García Márquez ricrea nel famoso "Cent'anni di Solitudine" alcuni tratti significativi della storia del paese, in particolare della regione del Caribe. García Márquez ritenne che la ricreazione letteraria di parte della storia del paese senza la presenza dei Rom, sarebbe stata incompleta ed inesatta, per questo li pone come protagonisti invisibili della narrazione, che vanno da un paese all'altro, portando strumenti ed artefatti sconosciuti dal resto della popolazione del tempo. Molti dei gruppi familiari Rom che vivono oggi in Colombia sono, conseguentemente, discendenti dell'emblematico Melquíades.

La presenza dei Rom in Colombia cresce relativamente durane gli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale, quando molti gruppi Rom fuggivano dagli orrori della guerra e dalle orde nazi-fasciste, seguendo le rotte di quanti arrivarono via mare nel XIX secolo.

Oggi, secondo quanto riportato dal censimento del 2005, la popolazione Rom in Colombia è di 4.832 persone, cioè lo 0,001% della popolazione totale. Senza dubbio i Rom sono molti di più e questa cifra non tiene conto dei Rom con nazionalità colombiana che si trovano incrociando di continuo le frontiere coi paesi vicini e quanti vivono all'estero.

Tramite PRORROM alcune nostre richieste sono state riconosciute formalmente dallo Stato colombiano. Tra queste le più importanti:

  1. Lo Stato riconosce i popolo Rom come gruppo etnico e transnazionale che è parte della Colombia, dato che abita nel paese da prima della Repubblica.

  2. Lo Stato riconosce che le disposizioni legali contenute nella Convenzione 169 del 1989 dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro "Sui Popoli Indigeni e Tribali nei Paesi Indipendenti", si applicano estensivamente al nostro popolo, dato che la nozione di Tribale si adatta perfettamente al tipo di organizzazione sociale tradizionale dei Rom.

  3. Lo Stato riconosce che le disposizioni legali e costituzionali che proteggono i diritti dei popoli indigeni e afrodiscendenti, per simmetria positiva, siano estensive al popolo Rom.

I Rom chiedono un impegno allo Stato colombiano per il riconoscimento attuato dei diritti del nostro popolo, si traduca in politiche pubbliche che preservino la nostra integrità etnica e culturale, che migliorino i nostri precari livelli di vita attuali. Speriamo che le conseguenze del riconoscimento costituzionale della Colombia come paese plurinazionale comprendano il nostro popolo.

BIBLIOGRAFIA

  • JUANCARLOS GAMBOA MARTÍNEZ, ANA DALILA GÓMEZ BAOS, VENECER GÓMEZ FUENTES, et. al. Tras el Rastro de Melquíades. Memoria y Resistencia de los Rom de Colombia. PRORROM. Bogotá, D.C. 2005.

  • VENECER GÓMEZ FUENTES, JUANCARLOS GAMBOA MARTÍNEZ y HUGO ALEJANDRO PATERNINA ESPINOSA. Los Rom de Colombia: Itinerario de un Pueblo Invisible. Suport Mutu. PRORROM. Bogotá, D.C. 2000.

PRORROM

PROCESO ORGANIZATIVO DEL PUEBLO ROM (GITANO) DE COLOMBIA / PROTSESO ORGANIZATSIAKO LE RROMANE NARODOSKO KOLOMBIAKO

 [Organización Confederada a Saveto Katar le Organizatsi ay Kumpeniyi Rromane Anda´l Americhi, (SKOKRA)]

 ¿Dime, hombre,

 dónde esta nuestra tierra,

nuestros montes, nuestros ríos,

nuestros campos y bosques?


¿Dónde esta nuestra patria?

¿Dónde nuestras tumbas?

Están en las palabras,

en las palabras de nuestra lengua Romaní.


ESLAM DRUDAK