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Di seguito gli articoli e le fotografie che contengono le parole richieste.

Ricerca articoli per Patrasso

Di Fabrizio (del 05/07/2005 @ 22:03:24 in casa, visitato 1766 volte)

Fonte http://groups.yahoo.com/group/Roma_Shqiperia

AMNESTY INTERNATIONAL
PRESS RELEASE

http://web.amnesty.org/library/print/ENGEUR250112005

AI Index: EUR 25/011/2005 (Public)
News Service No: 181
1 July 2005

Grecia: I Rom albanesi bersaglio di sgomberi ed attacchi

A Patrasso i Rom sono stati sgomberati e le loro case demolite dalle autorità greche. Si sono verificati anche attacchi a sfondo razzista, su cui le medesime autorità non hanno indagato. Bersaglio particolare sono quei Rom provenienti dall'Albania.

Amnesty International ha chiesto assicurazione alla Grecia perché non si verifichino ulteriori sgomberi o demolizioni senza la presenza delle organizzazioni coinvolte, perché siano salvaguardati i diritti umani dei Rom o delle altre nazionalità coinvolte.

In una lettera al Ministro degli Interni - Amministrazione Pubblica e Decentramento, Amnesty International esprime anche la sua preoccupazione per la mancanza di indagini sulle violenze compiute ai danni della comunità rom.

"Le autorità greche sono legalmente responsabili del diritto a un alloggio adeguato di quanti risiedano nel paese, indipendentemente dalla loro nazionalità o gruppo etnico.Solo circostanze eccezionali possono motivare la decisione di sgomberi di massa; che devono avvenire dopo aver consultato i diretti interessati e garantendo loro una sistemazione alternativa." dice Nicola Duckworth, Direttore del programma Amnesty International per l'Europa e l'Asia Centrale.

Il 23 e 24 giugno 2005, 11 ripari appartenenti a Rom albanesi legalmente residenti a Patrasso sono statti demoliti, mentre i loro occupanti erano assenti. La cosiddetta operazione di pulizia è stata condotta congiuntamente dal Comune e dalla Prefettura, motivandola come azione antiderattizzazione. Già nel 2004, più volte decine di Rom albanesi sono stati traslocati di forza, senza fornire loro indennizzo o sistemazioni alternative.

"Emerge una PRASSI nel demolire i ripari dei Rom albanesi. Le autorità greche devono estendere le misure di rilocazione a quei Rom che non sono di nazionalità greca, soprattutto per quanti siano residenti legalmente nel paese. La mancanza [di una simile politica] contravviene agli impegni assunti per eliminare tutte le forme di discriminazione razziale." continua Nicola Duckworth.

Come si accennava, si sono verificati anche attacchi fisici contro la comunità, tre volte di seguito dal 22 giugno - attacchi confermati dalle autorità, che però non hanno ritenuto opportuno investigare in merito. Secondo gli stessi Rom, nessun ufficiale di polizia si è fatto vivo sulle scene del crimine.

"Rifiutandosi di investigare, le autorità di fatto incoraggiano queste violenze e la discriminazione verso i Rom, in particolare contro quelli di origine albanese"

[...]

Public Document
****************************************

  • For more information please call Amnesty International's press office in London, UK, on +44 20 7413 5566
    Amnesty International, 1 Easton St., London WC1X 0DW. web: http://www.amnesty.org

  • For latest human rights news view http://news.amnesty.org


Causa contro la Grecia

 
Di Fabrizio (del 21/10/2006 @ 10:49:16 in casa, visitato 1599 volte)

(riassunto)

Il governo non riesce a diminuire i frequenti abusi anti-Rom delle autorità locali, particolarmente nel campo dell'alloggio [...]

Rapporti del Centre on Housing Rights and Evictions (COHRE) e di Greek Helsinki Monitor (GHM) rivelano che le autorità a Patrasso e a Chiana hanno distrutto più di 70 case di Rom e altre 2000 sono a rischio demolizione.

[...] La municipalità risponde che un numero imprecisato di famiglie (tra 5 e 17 secondo diverse versioni) sono state ri-alloggiate [...] Alcune famiglie hanno ottenuto una compensazione di qualche centinaio di euro ed in alcuni casi, la promessa orale di un sussidio.

L'ultimo sgombero illegale è del 26 settembre scorso. Qualche ora prima della visita alla zona del Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, una famiglia di 8 persone era stata sgomberata dalla sua casa. I giorni seguenti, sono stati arrestati due Rom e tenuti in custodia per un giorno, con l'imputazione di aver protetto il tetto delle loro case con teli di nylon. Il 12 ottobre, altri due Rom sono stati arrestati e tenuti in custodia un giorno, per aver fatto dei lavori nelle loro case. [...]

Panayote Dimitras, portavoce del GHM, afferma: "La Grecia continua a sgomberare le famiglie Rom senza fornire adeguati compensi o sistemazione alternativa, nonostante due promemoria del Comitato Europeo sui Diritti Sociali nel 2005 e 2006, che contestano alla Grecia le sue politiche sull'alloggio in violazione all'articolo 16 della Carta Sociale Europea. E' lampante che una specifica minoranza etnica - i Rom - è il bersaglio di queste politiche e che la Grecia non ha assicurato loro la parità di accesso alla casa."

Du Plessis del COHRE, aggiunge: "COHRE e GHM sono preoccupati per il minacciato sgombero di 200 Rom nel quartiere Votanikos di Atene, per la costruzione di uno stadio di calcio. La politica di sgomberi forzati nei confronti della comunità Rom per "ripulire" la città e costruire una Grande Atene è inumana e viola le leggi sui diritti umani della Carta Sociale Europea. Non ci sono scuse per un paese membro della UE [...]

Le autorità di Patrasso hanno risposto alla relazione di Thomas Hammarberg sulla sua visita in Grecia, attribuendogli affermazioni che non ha mai fatto, come le critiche a GHM e le congratulazione al consiglio comunale di Patrasso.

Dimitras risponde: "Richiamiamo il governo a prendere immediatamente posizione contro il comune di Patrasso che mistificando le parole di un alto incaricato europeo, fuorvia l'opinione pubblica ed insidia gli sforzi della Consiglio d'Europa.

Nathalie Mivelaz
Advocacy Director
Centre on Housing Rights and Evictions (COHRE)
Tel: +41-22-734-1028
Email: media@cohre.org

Panayote Dimitras
Spokesperson
Greek Helsinki Monitor (GHM)
Tel: ++30-2103472259
Email: panayote@greekhelsinki.gr

Articolo originale

 
Di Fabrizio (del 29/10/2006 @ 10:15:08 in casa, visitato 2480 volte)

Il Commissario per i Diritti Umani intervistato sugli sgomberi di Rom a Patrasso

By Niki Kitsantonis

(printed issue dated 24 October 2006)

PATRASSO - La casa di Antonis Georgopoulos, 23 anni, sua moglie e dei loro sei figli è sempre stata una tettoia senza elettricità e acqua corrente su un terreno incolto a Patrasso, il porto greco e la città scelta come capitale culturale europea dell'anno.

Ma l'agosto scorso, Georgopoulos, ritornando dal lavoro ha trovato la casa rasa al suolo dopo che le autorità avevano deciso la "ripulitura" dei due accampamenti rom, Riganokambos e Makriyiannis.

La sua famiglia da allora dorme in un furgone. Sono circa 400 i Rom che da luglio hanno perso le loro case a Patrasso, vivace centro commerciale di circa 250.000 abitanti a 220 km a ovest di Atene, conosciuto come l'ingresso occidentale della Grecia.

Quando l'Unione Europea scelse Patrasso come capitale culturale d'Europa, le autorità locali si sono impegnate nel "celebrare la diversità culturale.". Ma durante quest'anno, gli sforzi si sono focalizzati nell'attrarre artisti e musicisti stranieri, non nel promuovere la tolleranza verso una minoranza stigmatizzata.

L'opposizione pubblica ai Rom si è dipanata con le elezioni comunali di questo mese [...] Uno striscione con lo slogan "Mai più Rom a Riganokambos" emergeva tra i tanti della campagna elettorale.

In molti credono che gli sgomberi siano avvenuti nei due turni elettorali, che si sono conclusi domenica, per ottenere il voto di cittadini riluttanti a condividere la loro città con i Rom e i loro alloggi di legno grezzo.

Mentre i Socialisti vincevano le elezioni, gli sfidanti Conservatori dichiaravano la loro intenzione di ripulire la città dai Rom.

I gruppi dei diritti umani, invece, hanno protestato, anticipando una visita il mese scorso del commissario europeo sui diritti umani, Thomas Hammarberg, per ispezionare i siti.

"C'è a Patrasso un problema reale" dice Hammarberg in un'intervista telefonica. "Molte famiglie sono state sfrattate senza essere state adeguatamente informate o con una reale alternativa."

Le espulsioni avvenute a Patrasso quest'estate, sono un "modello" comune a tutta la Grecia. Nel 1997, circa 2.000 Rom furono espulsi da un quartiere di Salonicco, la seconda città della Grecia, dov'erano accampati sulle rive del fiume Gallikos per tre anni prima di essere rilocati in un'ex caserma. Nel 2003, circa 200 Rom furono rimossi dal quartiere periferico di Maroussi ad Atene, per costruire il complesso olimpico dei giochi 2004.

Attualmente circa 200 Rom si trovano di fronte a un vasto sgombero a Votanikos, nel centro di Atene, un'area destinata alla costruzione di uno stadio da calcio e della prima moschea della capitale nel 2009.

Hammarberg aggiunge che altrove in Europa, 109 Rom sono stati espulsi a luglio dal villaggio albanese di Elbasan e 200 dal villaggio di Dorozhny a Kaliningrad, Russia occidentale, a giugno.

Dato che non esistono dati ufficiali sui Rom in Grecia, le OnG e il Consiglio d'Europa stimano che ce ne siano tra i 200.000 e i 300.000 in centinaia di accampamenti nel paese, e almeno la metà in stato di estrema povertà. Le condizioni sono altrettanto precarie per molti tra gli 8 e i 10 milioni di Rom in Europa, un terzo di questi in Romania e Bulgaria.

Hammarberg enfatizza la necessità di un intervento statale per assicurare che i Rom a Patrasso e altrove siano trattati equamente.

"Il fatto che decisioni abusive siano prese a livello locale non assolve il governo centrale dalle sue responsabilità," dice.

Abet Hasman, vice sindaco di Patrasso e a capo dell'unità dei servizi sociali municipali che ha ordinato i recenti sgomberi, dice che accoglierebbe con favore una mediazione governativa.

La municipalità sta affittando appartamenti per 18/22 delle 70 famiglie sgomberate, dice Hasman "nell'attesa che il governo approvi le rate perché possano acquistare una casa loro."

Questa versione è contestata da Panayiotis Dimitras, del Greek Helsinki Monitor [...]. "La maggior parte dei Rom autoctoni dorme all'aperto, ha lasciato Patrasso o sta cercando casa," dice, "quindi dove sono questi che sono stati rilocati?"

Alla famiglia Georgopoulos, per esempio, non ha è stato offerto nessun alloggio. Invece, dicono, le autorità hanno offerto loro €200, o $250, per la perdita della loro casa.

Nel contempo, le pattuglie di polizia stanno controllando l'area e forzando gli ultimi residenti a lasciare il sito. Durante una visita a Riganokambos di 30', un reporter ha visto due camion che caricavano quello che rimaneva dell'accampamento.

Ci hanno minacciato di arresto se non lasciavamo le nostre tettoie," dice Brigis Danopoulos, 16 anni, dopo una notte di detenzione. [...]

Per le famiglie sgomberate, le difficoltà finanziarie non sono l'unico problema. Georgios Michalakopoulos e la sua famiglia ora sono nella quarta casa in due mesi da quando sono stati allontanati da Riganokambos. "Gli affittuari non vogliono Zingari nelle loro case," dice Michalakopoulos, 50 anni, che ora divide un appartamento a Patrasso con sua moglie e le tre figlie.

Secondo Yiannis Halilopoulos, presidente dell'Unione degli Zingari Greci, l'ignoranza accresce il problema.

"Le radici del razzismo contro gli Zingari non sono profonde" dice Halilopoulos, che ritiene che una campagna per educare i bambini a scuola sui Rom eroderebbe i pregiudizi, "Chiamarci Rom ci fa sentire stranieri," dice. "Noi siamo Greci."

L'elemento Tzigano o Zingaro, dice, "si collega alla nostre tradizioni, la nostra musica, non alla nostra nazionalità."

 
Di Fabrizio (del 28/05/2010 @ 09:51:49 in Italia, visitato 2245 volte)

Segnalazione di Tahar Lamri

Dal 4 al 6 giugno - Ravenna - Artificerie Almagià. Via dell'Almagià 2

La Dichiarazione Universale dell’Unesco sulla diversità culturale, Adottata all'unanimità a Parigi durante la 31esima sessione della Conferenza Generale dell'UNESCO, Parigi, 2 novembre 2001 afferma nel Primo articolo "Identità, diversità e pluralismo", che : "La cultura assume forme diverse nel tempo e nello spazio. La diversità si rivela attraverso gli aspetti originali e le diverse identità presenti nei gruppi e nelle società che compongono l'Umanità. Fonte di scambi, d'innovazione e di creatività, la diversità culturale è, per il genere umano, necessaria quanto la biodiversità per qualsiasi forma di vita. In tal senso, essa costituisce il patrimonio comune dell'Umanità e deve essere riconosciuta e affermata a beneficio delle generazioni presenti e future."
Il Festival delle Culture di Ravenna, nella sua IVa edizione, fa sua questa affermazione "la diversità culturale è, per il genere umano, necessaria quanto la biodiversità per qualsiasi forma di vita" e mette in scena lo scorrere dell’acqua tramite le performances dei giovani o nella rappresentazione dei rituali vodù o mettendo semplicemente a confronto le diverse comunità che compongono il tessuto sociale di Ravenna.

ANTEPRIMA FESTIVAL

Sabato 29 e domenica 30 maggio
Ore 21.00 - Teatro Zodiaco - via E. Mattei 28 (Villaggio Anic)
150° anniversario della nascita di Anton Cechov:
"Ehi Vanja, Bisogna vivere!" spettacolo teatrale
ideazione: Evelina Drianovska e Andrea Contarini. Regia: E. Drianovska

Lunedì 31 maggio
ore 21.00 - Sala Forum, Circoscrizione Seconda - via Berlinguer 11
Chi siamo? – Testimoni – mediatori culturali raccontano la loro Storia
L’emigrazione italiana attraverso immagini e lettere
Breve spettacolo teatrale sul linciaggio dei salinari italiani in Fracia. Regia di Vladimira Cantoni/Teatro del Sale
a cura di associazione Integriamoci Insieme

Mercoledì 2 giugno
Festa della Repubblica a Lido Adriano, c/o CISIM, viale Parini 48 (Lido Adriano)
Ore 10.00 Riunione pubblica della redazione della rivista L'Accalappiacani.
Ore 12.00 Parata per le vie di Lido Adriano della Spartiti per Scutari Orkestra.
Ore 17.00 Leggono gli scrittori Paolo Nori, Ugo Cornia, Eraldo Baldini e Lidija Dimkovska.
Ore 19.00 Cena di carne alla griglia, dalla Romagna ai Balcani.
Ore 21.00 Musica con Spartiti per Scutari Orkestra.
A cura di Ravenna Teatro/Teatro delle Albe, coop. Libra, Il lato oscuro della Costa

FESTIVAL DELLE CULTURE 2010

Venerdì 4 giugno
Ore 10,00 – Istituto Geometri Camillo Morigia di Ravenna
Teatro Forum del gruppo GIM (Generazioni in movimento) in dialogo e confronto con gli studenti
Coordina Emanuela Cappellari (Jolly di Teatro dell’Oppresso)
Ore 14.30 - Casa Melandri, via Ponte Marino 4
Sun Wen Long (Associna), Azeb Lucà Trombetta (Crossing Tv) e Meho Sulemanski (Città Meticcia) presentano: "Generazioni in movimento: le esperienze di Pillole d’identità, Rete TogethER, Crossing Tv e Juvenilia a confronto" – proiezione di video e cortometraggi (in collaborazione con Cospe)
- Proiezione del film "Le acque di Chenini" regia: Elisa Mereghetti (durata: 15’): L’oasi di Chenini, nei pressi di Gabès (Tunisia) un piccolo angolo di paradiso, è in pericolo. I palmeti scompaiono e le sorgenti d’acqua che la rendono rigogliosa non ci sono più, sostituite dalle pompe che erogano acqua a caro prezzo.
Ore 17.30
"Iè venu zô cun la fiumâna" a cura del gruppo Generazioni in movimento (i giovani della Casa delle Culture)
Come lo scorrere dell’acqua nel letto di un fiume giovani creativi di qui e d’altrove toccheranno e fertilizzeranno le vie della città in performance itineranti:
(Il flusso sarà scandito da giovani percussionisti senegalesi)
Sorgente: Museo Nazionale/Basilica di San Vitale, Performance di Parkur/acrobazie di strada
Alveo di scorrimento: via Argentario – via Cavour. Letto di inondazione: Piazza San Domenico: DIG – Dangerous International Gang presenta: Jerk/Break Dance/Hip Hop
Alveo di scorrimento: via IV Novembre. Letto di inondazione: Piazza del Popolo - Jerk, Break Dance, Salsa, Danze russe, Capoeira.
Alveo di scorrimento: via Diaz. Alveo maggiore: Giardini Speyer - "Hello Nigeria! Part I": Danze acrobatiche in maschera - Afesan Igbabonelimi Dance, Clapping for the Dead (a cura di Afesan Community). Alveo di scorrimento: viale Pallavicini – Sottopassaggio – Via Magazzini Anteriori.
Foce: Artificerie Almagià
Ore 19.30: "Le parole sono gesti in comune" sit-theatre. Regia di Matteo Cavezzali (TeatrOnnivoro).
A seguire
Esibizione di Capoeira (a cura del gruppo Coquinho Baiano)
Ore 20.30: Festa dei maestri e i loro allievi - Danza del leone e del drago. Arti marziali dei Maestri italiani e cinesi (a cura dell’associazione Qina/Oltre la muraglia)
Ore 21.00: Dave Kaye mini-concert (etno-folk dall’Australia)
Ore 21.30: Banda del Villaggio Solidale in concerto (Rom big band)
Nata del 2005 in seno alla Casa della Carità dallo sgombro del campo nomadi via Capo Rizzuto a Milano. La loro musica rispecchia la cultura popolare rumena: fisarmoniche e voci femminili, ritmi che nascono dall’incontro fra Oriente e Occidente. Virtuosismo, vivacità, allegria e malinconia.
A cura dell’associazione Romania Mare
Ore 22.30: Quilombo Total in concerto (world music natural remix) Presentazione dei giovani del gruppo Generazioni in Movimento
Gruppo multietnico (Italia, Argentina, Marocco, Giamaica). Rivisitazione della musica popolare brasiliana, argentina, arabo andalusa e gnawa.


Sabato 5 giugno
Ore 15.00 - Sala Forum, Circoscrizione Seconda - via Berlinguer 11
Seminario su immigrazione e inclusione sociale dell’associazione Noble Service International

Artificerie Almagià
Ore 18.00 (Spazio tenda berbera) – Presentazione del progetto "Terre di seta", delle cooperative di donne di Soatanana (Madagascar), di tessitura di sciarpe. Degustazione cibi del Madagascar. Intervento del presidente dell’Ong Ravinala Italia, Teresa Pecchini (a cura del Villaggio Globale)
Ore 18.00 - Dal Senegal: Sabar. Nella pura tradizione del Maestro Doudou N’daye Rose. Il dialogo fra donne e tamburi.
Ore 19.30: Tinikling - Danza delle Filippine (a cura di Mabuhay)
Ore 20.00: Festa dei maestri italiani e cinesi e loro allievi: Taijiquan e Qigong (a cura dell’associazione Qina/Oltre la muraglia)
Ore 20.30: Apolide & Sule mini-concert. Dedicato a tutti i Mohamed del mondo (etno-indie-rock)
Ore 21.00: Mo’O Me Ndama: Bissima e Match. Spettacolo di danza tradizionale africana e contemporanea. Coreografo Lazare Ohandja.
Ore 22.00 – "Hello Nigeria! Part II": Mgbidi Amaka in "Igbo Masquerade Dance", Donne Interculturali di Ravenna in "OdeniIgbo Dance", Edo Comunità presenta: "Voodoo Rituals", invocazioni degli spiriti per il loro aiuto in favore dell’ambiente.
Ore 22.30: Iam’S presenta: Hip Hop & Rap a gogo
Con-Fronti. Giovani in palco e in platea su tema del razzismo a cura di T’DO
Da L.E.C.C.E (S.U.D. della Bella Italia): Aban in corcerto

Da mezzanotte:
Shakin’ Generation. La notte dei giovani viventi. Almagià Dance Night.
Conduce Generazioni in Movimento

Domenica 6 giugno
Ore 16.00 – Fiera del baratto e del riuso a cura di CittA@ttiva
Ore 18.00: Spazio Tenda Berbera
presentazione del libro di Marina Girardi "Kurden People"
Al porto di Patrasso, sotto un torrido sole estivo, si incrociano la rotta di Sonia, che sola col suo zaino ritorna da una vacanza a Creta, e quelle dei ragazzi kurdi in fuga dalle persecuzioni che subiscono nei loro paesi.
(a cura dell’associazione Mirada)
Ore 19.00: Festa dei Maestri italiani e cinesi e loro allievi: Wushu, Kongfu e Sanda. Accompagnamento armonie musicali con l’arpa. (a cura dell’associazione Qina/Oltre la muraglia)
Ore 20.00: Estrazione biglietti vincenti della lotteria "Il Terzo Mondo".
Ore 20.30: "Error", musiche e danze dal Bangladesh
Ore 21.00: Consegna del Premio città di Ravenna per l’Intercultura
Ore 21.30: "Hello Nigeria! Part III": Skyladies in "Ugho Dance & Ogieke Dance", Lover Brothers "Obayangbon Dance", Dynamic Friends International in "Opuruiche Dance & Ekpo Dance", Ika Union in "Ika Cultural Dance"
Ore 22.30: Andrea Capezzuoli e Compagnia in concerto. Musiche popolari dall’Italia al Québec

IL FESTIVAL DELLE CULTURE AL RAVENNA FESTIVAL
Venerdì 11 giugno, ore 21 – Giardini di San Vitale
c’è un luogo, incontriamoci là… (anno secondo)
Voci nella preghiera

Incontro e dialogo tra le tre grandi religioni del Libro – ebraica, cristiana e musulmana – in uno dei luoghi – la Basilica di San Vitale – forse più emblematici di un’antica e ancora oggi possibile comunione tra Oriente e Occidente.
Introduce: Umberto Galimberti. In collaborazione con le associazioni delle comunità dei cittadini immigrati di Ravenna. Le voci di Tahar Lamri, Reda Zine, Sidh

Sabato 12 – Domenica 13 giugno
"IX Capoeira Festival Coquinho Baiano"
Villaggio del Fanciullo - Via del Pino 102 - Ponte Nuovo – Ravenna

Batizado e Formatura do Instrutor Diony.
12.06. dalle Ore 10:30 - Roda al mare nel Bagno Azzurra
13.06 dalle ore 11.00: lezioni, stage, Rods, formatura

LA MOSTRA
Futuro di sabbia. Mostra fotografica sulla desertificazione
A cura di a cura di Acra, Cospe, Icu, Rc


GASTRONOMIA
Ristorante Marrakech – Specialità maghrebine e mediorientali

Ristorante Araliya – Specialità da India, Sri Lanka e Indonesia

Piandineria&Kebab

SUK
Mercato con prodotti di artigianato africano e asiatico

Solo domenica: fiera del baratto e del riuso
(a cura di Citt@Attiva)

 
Di Fabrizio (del 21/03/2007 @ 09:45:29 in casa, visitato 1277 volte)

Da Roma_Rights

COMUNICATO STAMPA

[...] Il Segretariato Internazionale dell'Organizzazione Mondiale Contro la Tortura (OMCT) ha stato informato da Greek Helsinki Monitor (GHM), partner del network, sulla continua discriminazione contro i Rom in Grecia, la seria violazione dei loro diritti economici, sociali e culturali e sulle recenti dichiarazioni anti-rom del vice Pubblico Ministero della Corte Suprema. La recente visita del Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa conferma ancora una volta i fatti riguardanti gli sgomberi illegali dei Rom dalle loro case. OMCT e GHM chiedono alla Grecia l'adozione immediata da parte della Grecia delle raccomandazioni del Commissario per i Diritti Umani.

Dichiarazioni anti-rom del vice Pubblico Ministero della Corte Suprema

Athanassios Kanellopoulos in un'intervista ad un settimanale del 2 febbraio 2007 si è così espresso sullo sgombero dei Rom dalle loro case a Patrasso: "Secondo me, Patrasso non dev'essere condannata per risolvere tutti questi problemi. Patrasso non deve diventare una città zingara".

Come riportato precedentemente da OMCT e GHM, Patrasso è stata lo scenario dello sgombero forzato di numerose famiglie rom senza fornire loro un alloggio alternativo, come previsto dalle leggi greche ed internazionali. Athanassios Kanellopoulos al tempo degli sgomberi era a capo della Sezione d'Appello di Patrasso e nell'intervista tenta di giustificare gli sgomberi illegali del 2006.

Inoltre, GHM riporta che Kanellopoulos in precedenza aveva affermato che i Rom non avevano diritto alla casa ed in flagrante trasgressione dei principi di presunzione d'innocenza e del segreto giudiziario, aveva annunciato alla stampa locale che GHM incitava i Rom coinvolti nel commettere illegalità e che queste attività sarebbero state giudicate dall'autorità.

OMCT e GHM esprimono la loro profonda preoccupazione per queste dichiarazioni, incompatibili con i requisiti etici di imparzialità e anti-discriminazioni che sono richiesti ad un alto esponente dell'apparato giudiziario. [...]

La discriminazione contro i Rom in Grecia

Nei precedenti comunicati OMCT e GHM hanno richiesto la fine della discriminazione contro i Rom in Grecia, che oltre ai numerosi sgomberi illegali, riguarda le condizioni inaccettabili di vita, l'accesso all'istruzione spesso impossibile, dato che i Greci rifiutano di avere bambini rom nelle loro stesse aule. Per questo, le autorità spesso hanno fatto costruire aule speciali per classi differenziali di soli bambini rom. OMCT e GHM hanno ripetutamente richiesto la piena adozione delle norme europee ed internazionali anti-discriminazione come pure l'applicazione della legge greca contro le discriminazioni.

Il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa si esprime contro la discriminazione

La situazione dei Rom a Patrasso è stata il soggetto di una lettera del 1 dicembre 2006 di Thomas Hammarberg, Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, indirizzata ai Ministri dell'Interno, dell'Amministrazione Pubblica e del Decentramento, a seguito della sua recente visita in Grecia. Nella lettera, tra l'altro, dice che la sua...

"... breve visita a Patrasso,  suggerisce che ci sono problemi residui. Ho visto famiglie rom vivere in condizioni miserabili. Non solo, ho incontrato famiglie le cui povere dimore erano state abbattute la mattina stessa. E' ovvio che le -procedure- che avevano fatto di loro dei senza-casa sono in totale contraddizione con gli standards dei diritti umani di cui riferivo in precedenza. Sono stato anche contrariato dal vedere gente non-Rom che durante la mia visita si comportavano in maniera aggressiva e disturbando le mie interviste alle famiglie rom. Mi aspettavo che la polizia intervenisse in nostra protezione ma ho avuto l'impressione che le stesse autorità non prendessero una chiara posizione contro la xenofobia e le tendenze anti-zigane."

Informa anche che "Inoltre sembra esserci una necessità di ulteriore lavoro per contenere le tendenze xenofobe e razziste che ostacolano seriamente l'inclusione sociale dei Rom."

 
Di Marylise Veillon (del 26/02/2012 @ 09:25:11 in media, visitato 1604 volte)

Baxtalo's Blog

Con una cinepresa in spalla, il cineasta franco-algerino Tony Gatlif si è messo in mezzo alla folla degli "indignados" della primavera europea del 2011 i quali, a partire degli atenei di Madrid, protestarono contro i banchieri e i ricchi in generale.

"Anche quando la temperatura scende a meno dieci o meno quindici gradi, nessuno si meraviglia di vedere la gente dormire per strada" ha dichiarato all'AFP, prima di presentare "Indignados", il suo film sdegnato, nella sezione Panorama della 62a Berlinale, dedicata quest'anno ai recenti sconvolgimenti della storia, soprattutto nel mondo arabo.

Il gitano del cinema globalizzato ("Latcho Drom", "Gadjo Dilo") si mette in posa per i fotografi con i pugni chiusi all'altezza degli occhi, con uno sguardo di sfida.

Dice che è "disgustato", e anche che il libro "Indignados" gli è penetrato fin dentro l'anima. Questo testo di Stephane Hessel, di 94 anni, eroe della resistenza francese contro i nazisti nonché ex diplomatico, il quale chiama al sollevamento pacifico contro l'ingiustizia, è stato tradotto in trenta paesi.

Tony Gatlif, dice di essersi sentito male e umiliato per il modo nel quale furono trattati i gitani in Francia durante l'estate 2010, e dichiara che il libro di Hessel lo ha curato dai problemi psicologici dei quali ha sofferto a causa di questa situazione.

Dopo avere acquistato i diritti cinematografici di "Indignados", ha deciso di fare delle riprese. "Ma non ho voluto farlo secondo il punto di vista degli europei", dice.

Tony Gatlif esamina la rivoluzione contrapporsi alle disavventure di un'immigrata clandestina, nella militanza crescente che traboccherà poi per le strade di molti paesi in tutto il mondo

La sua cinepresa segue quindi il vagabondaggio di Betty, una ragazza africana senza documenti, buttata sulla riva nord del Mediterraneo, attanagliata dall'urgenza di fuggire dalla miseria e dalla speranza di godere di una vita migliore in Europa.

Lo spettatore la segue nelle sue peripezie mute, ritmate dalla musica e dagli slogan, da Patrasso, il grande porto greco, passando per Atene e Parigi, e terminando a Madrid.

Betty, detenuta dalla polizia e rimandata in Grecia, l'unico paese che ha conservato le sue impronte digitali, scopre la miseria dei paesi ricchi, i materassi per strada, i pasti serviti dalle associazioni caritatevoli.

"A noi, non c'importa, mentre lei è sconvolta. Ed è per questo che ho voluto che guardassimo dall'alto delle sue spalle, con i suoi occhi" sottolinea Tony Gatlif.

"In ogni luogo, la vecchia Europa che fa tanto sognare, sta in pericolo. E' la prima volta nella storia, che le banche provocano la bancarotta di un paese", continua.

"Betty stessa si trova intrappolata in Europa, senza potere rientrare nel suo paese. La sua famiglia si era indebitata per pagarle il viaggio, e ora si trova a sommarsi ai clandestini, a quelli senza documenti, ai paria senza identità", dice Gatlif.

Costretta a mentire, Betty ripete al telefono ai suoi familiari: "Le cose vanno bene, tutto andrà per il meglio".

Ma cosa ci guadagna Betty, nel rimanere in mezzo a questa folla in collera, ma impotente davanti alle crisi economiche e finanziarie, che riprende con i suoi telefonini durante le manifestazioni?

"E' il nuovo mezzo di comunicazione che rende possibile la rivoluzione pacifica, poiché in questo modo l'informazione corre veloce, e sorpassa governi e banchieri" stima il realizzatore.

Il documentario-dramma del regista Tony Gatlif si ispira al noto saggio di Stephane Hessel, 94enne, "Indignatevi!".

Tony Gatlif crede "nei raggruppamenti della gente, nella forza della folla. Anche i rivoluzionari siriani raggiungeranno il successo".
L'essere stato selezionato per la Berlinale lo ha confortato, e accanto a Stephane Hessel, desidera utilizzare il festival come un palco.

"Sarebbe ora che anche il cinema smetta di guardare al proprio ombelico, e si impegni; ma è come in altri contesti: ognuno difende i propri piccoli interessi", dice Gatlif.

 

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